Ubi, Intesa aumenta l’Ops con 652,2 milioni

Cornelia Mascio
Luglio 19, 2020

L'Antitrust ha rilevato che l'operazione di concentrazione derivante dall'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa da Intesa sul capitale azionario di Ubi Banca "è idonea a produrre la costituzione e/o il rafforzamento della posizione dominante di Intesa Sanpaolo in alcuni mercati locali della raccolta bancaria, degli impieghi alle famiglie consumatrici e degli impieghi alle famiglie produttrici-piccole imprese". Inoltre, nel caso in cui l'OPS non raggiungesse la soglia di adesione del 66,67%, ISP non potrebbe garantire con certezza la dismissione degli sportelli di proprietà di Ubi Banca.

E' stata autorizzata, con condizioni, dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato l'acquisizione del controllo di Ubi Banca da parte di Intesa Sanpaolo, imponendo alcune misure di carattere strutturale per risolvere le preoccupazioni emerse in corso d'istruttoria riguardo ai possibili effetti anticoncorrenziali dell'operazione.

Come evidenziato dal Consiglio di Amministrazione di Ubi Banca nel comunicato ex art. 103, commi 3 e 3-bis, del D.Lgs.

Il primo azionista istituzionale di Ubi, la Fondazione Crc annuncia l'adesione all'offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo, dopo che oggi ne stato annunciato il rilancio con 57 centesimi in pi per azione, i contanti. "Questa è la concreta e legittima aspettativa dei nostri azionisti che non può essere disattesa".

Intesa ha sottolineato che la condizione imposta dall'Antitrust è in linea con quanto previsto nel documento dell'Ops e nell'accordo con Bper.

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