Caso Epstein, Bill Clinton nega di essere stato sull'isola del magnate

Remigio Civitarese
Agosto 2, 2020

"Non mi ha mai detto quali fossero i favori", ha spiegato Guiffre. Era lei che mi aveva ingaggiata, spiegato che cosa dovessi fare, addestrata a diventare una schiava sessuale.

Alla domanda dell'avvocato se ci fossero state orge nell'isola, Giuffre risponde "sì" e conferma che Clinton si trovava sull'isola con "Queste due ragazze giovani di New York".

L'amicizia tra Clinton e Epstein è comunque stata al centro delle discussioni già diverse volte in passato. Il milionario avrebbe infatti dato numerosi passaggi all'ex presidente sul suo controverso jet privato, il "Lolita Express". Festini sfrenati a cui spesso partecipavano ragazze minorenni reclutate a New York o in Europa e portate a Little St. James, l'ormai famigerata "Pedophile Island" di Jeffrey Epstein nell'arcipelago delle Isole Vergini.

La Fondazione Clinton, nel 2019, aveva confermato la presenza dell'ex presidente in quattro voli, ma dai documenti di bordo in mano alla procura risulta che l'ex presidente prese posto sul jet almeno undici volte.

Adesso si capisce perché i legali di Ghislaine Maxwell, l'ex fidanzata del finanziere Jeffrey Epstein, abbiano cercato in tutti i modi di impedire la pubblicazione delle carte processuali riferite alla causa intentata nel 2015 da Virginia Giuffre.

In una email del 25 gennaio 2015 "Jeffrey" scrive a una "GMax" evidentemente preoccupata: "Esci e cammina a testa alta, non agire come un criminale in fuga".

Lunedì potrebbero essere pubblicati ulteriori documenti relativi al caso Epstein e fra questi potrebbe esserci anche parte della deposizione di Maxwell.

Nel procedimento giudiziario contro la socialite, la Giuffre accusava la Maxwell di averla attirata con l'inganno, quando era un'adolescente, nella cerchia dell'ex finanziere, offrendole un lavoro come massaggiatrice.

Secondo la Giuffre, Epstein e la Maxwell le fecero pressioni affinché avesse rapporti sessuali con ricchi e potenti personaggi, tra i quali principe Andrea, politici statunitensi e ricchi imprenditori.

Rimangono invece ancora riservati i documenti contenenti le deposizioni della Maxwel, sui quali pende la decisione di un giudice di appello.

Se condannata rischia fino a 35 anni di reclusione ed è attualmente detenuta in una prigione federale a Brooklyn in attesa di processo; si è dichiarata non colpevole.

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