Cattolica dice sì a spa e spiana la strada per le Generali

Cornelia Mascio
Agosto 2, 2020

Oltre ad acquisire documenti, la Finanaza ha notificato tre informative di garanzia al presidente del consiglio di amministrazione Paolo Bedoni, al direttore generale Carlo Ferraresi e al segretario del Cda Alessandro Lai sull'ipotesi di reato di illecita influenza sull'assemblea, reato che si ha quando la raccolta dei voti e delle deleghe non avviene correttamente. La Gdf, che aveva già sequestrato documenti lo scorso dicembre, si è presentata nella sede di Cattolica subito dopo la fine dell'assemblea di venerdì. Ora "si potrà dare luogo a quanto previsto dall'accordo quadro con le Assicurazioni Generali". Nella nota, la società ribadisce "l'assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell'indagine", dando anche "immediata e piena collaborazione all'autorità giudiziaria". L'ingresso delle Generali fa seguito alle richieste dell'Ivass, l'authority sulle assicurazioni, che ha chiesto alla compagnia veronese di raccogliere in tempi brevi almeno 500 milioni di euro per rafforzare la propria solidità patrimoniale.

Alla storica assemblea ha partecipato il 14,56% del numero complessivo dei soci, circa 18 mila, in rappresentanza del 14,96% del capitale. L'approvazione - per cui era necessario il voto favorevole del 66,7% dei partecipanti - ha visto la vittoria del sì con il 70,7% di favorevoli e il 29,1% di contrari. Resta sullo sfondo il ricorso al Tribunale di Venezia presentato da 34 soci dissidenti che hanno impugnato la delibera relativa all'aumento di capitale (udienza il 17 agosto). CasaCattolica contesta "il disatteso articolo dello Statuto" che prevede l'unanimità per la trasformazione della forma societaria e l'asserito ritardo con cui Cattolica ha reso noto quella parte degli accordi che potrebbero portare a una fusione di Cattolica nelle Generali.

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