Elezioni rinviate a causa del coronavirus

Remigio Civitarese
Agosto 2, 2020

"Siamo di fronte a una situazione molto grave".

Un portavoce del governo, elogiando la decisione dei presidente di seggio, ha dichiarato che nessuno può candidarsi con l'intenzione, "una volta ottenuta la maggioranza in Parlamento, di votare contro "le proposte legislative, gli appuntamenti, le richieste di finanziamento e il budget che vengono proposti dal governo di Hong Kong con lo scopo di costringere il governo a cedere alle loro richieste politiche". La governatrice quindi ha giustificato la decisione, che non e' prevista dalla legge, con l'adozione dell'Emergency regulations ordinance, una legge che consente al capo della regione autonoma di adottare decisioni speciali in un contesto ritenuto "emergenziale". Immediata la reazione di 22 deputati del movimento pro-democrazia, che secondo la testata locale South China morning post hanno condannato l'iniziativa ricordando che le elezioni per il rinnovo del Consiglio legislativo "sono uno dei fondamenti costituzionali su cui poggia Hong Kong". Inoltre, sottolineano come le leggi locali permettano un rinvio di soli 14 giorni. Le candidature invalidate sono dodici: clamorosa l'esclusione di Wong, che nel 2014 guidò la protesta degli studenti, ma tra gli esclusi ci sono anche rappresentati dei partiti pro-democrazia tradizionali e giovani attivisti che si sono fatti le ossa con le proteste dell'anno scorso. "È importante però che questo non rimanga uno slogan, ma che effettivamente ogni Stato membro agisca preservando la coesione e unità della posizione Ue rispetto alle crisi internazionali".

Tuttavia, l'opposizione ha accusato il governo di usare la pandemia come scusa per impedire alla gente di votare. Altri 20 candidati pro democrazia potrebbero essere squalificati a breve, ha annunciato il governo di Hong Kong, spingendo l'ultimo governatore britannico dell'isola, Lord Chris Patten, a denunciare "la purga politica" cinese: "È evidente che credere nella democrazia è ormai illegale".

La mossa per vietare i candidati dalle elezioni di settembre arriva il giorno dopo che la polizia di Hong Kong ha arrestato diversi attivisti studenteschi per aver presumibilmente commesso il nuovo crimine di secessione ai sensi della legge sulla sicurezza. "A preoccupare ancora di piu' e' il ruolo che la polizia di Hong Kong si e' attribuita, di indagare su 'reati' commessi all'estero".

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