Eni, perdita semestre: chiude in rosso per 7,34 mld

Cornelia Mascio
Agosto 2, 2020

I numeri poi non possono che riflettere risultati della grande pandemia globale.

Per il colosso italiano il risultato operativo adjusted mostra una perdita di 0,43 miliardi nel secondo trimestre (utile operativo adjusted di 2,28 miliardi del periodo di confronto) e nel semestre di 0,87 miliardi (-81% rispetto al 2019).

Il Cane a sei zampe ha deciso di modificare la politica dei dividendi, a fronte del mutato scenario di riferimento. La produzione di idrocarburi scende a 1,71 milioni di boe/giorno nel trimestre, -6,6% rispetto al periodo di confronto (1,74 milioni di boe/giorno nel semestre, -5,1%). "Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della guerra dei prezzi, la reazione di Eni è stata pronta e radicale". In conference call con gli analisti, l'ad di Eni Claudio Descalzi ha quindi ribadito l'obiettivo del management di essere "trasparenti e lineari": la nuova policy "combina una componente base progressiva parametrata a un Brent di almeno 45 dollari al barile a una componente variabile commisurata alla crescita del prezzo fino a 60 dollari al barile, oltre il quale sarà riattivato il piano di buy back". La sua perdita netta trimestrale ha raggiunto gli 8,4 miliardi di dollari, contro un utile di 2,8 miliardi un anno prima, ha comunicato il colosso francese del petrolio e del gas. In pratica,"il dividendo non sarà più un numero fisso in un mondo sempre piu' soggetto a una elevata variabilita', ma sarà funzione dello 2 scenario e dello sviluppo industriale del gruppo che vuole continuare a crescere offrendo un rendimento ogni anno competitivo ai propri azionisti".

Se applicata allo scenario Brent adottato da ENI, e senza assumere per il momento alcun incremento del valore del dividendo base, la nuova politica di remunerazione comporta per cassa la distribuzione di un dividendo di 0,55 euro, 0,47 euro, 0,56 euro e 0,70 euro per azione negli anni dal 2020 al 2023.

Tanto per cominciare nel 2020 è prevista l'ottimizzazione degli investimenti per 2,6 miliardi di euro (rispetto ai 2,3 miliardi già annunciati) e dei costi per 1,4 miliardi di euro (rispetto ai 600 milioni già annunciati).

La cifra dell'aggiornamento della strategia Eni è stata fornita dallo stesso ceo Descalzi. Non solo. Nel 2021 ci sarà una riduzione dei costi pari a 1,4 miliardi di euro e degli investimenti pari a 2,4 miliardi di euro (invece dei 2,5-3,0 miliardi di euro annunciati precedentemente), a fronte di una revisione della produzione a circa 2 milioni di barili equivalenti al giorno al 2023, con picco al 2025 con circa 2,05 - 2,10 milioni di barili equivalenti al giorno.

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