Migranti, Di Maio: sbarchi vera emergenza, distruggere i barconi

Remigio Civitarese
Agosto 2, 2020

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere, parla di "un'emergenza nazionale". Anche perché per Di Maio quanto accaduto in Sicilia domenica 26 luglio non è minimamente accettabile: "I cittadini chiedono giustamente delle risposte e il dovere di uno Stato è darle quelle risposte, lavorando per risolvere il problema alla radice". Proprio oggi tra l'altro abbiamo convocato l'ambasciatore tunisino chiedendogli di accelerare i rimpatri e ci ha assicurato che dai primi di agosto ripartiranno (80 a volo). "Il momento è molto delicato, lo ha fatto presente anche la ministra Lamorgese - ha continuato Di Maio - C'è una fase di instabilità politica in Tunisia che sta alimentando gli arrivi verso l'Italia e noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze". Per quanto riguardale tensioni fra i grillini sulle commissioni alla Camera "c'è qualcuno che non ha rispettato gli accordi, ma sono certo che Vito Crimi saprà trovare un punto di equilibrio nel M5S". Ha annunciato che presto andrà in visita a Tunisi per affrontare questi temi "ma prima voglio i fatti", cioè le risposte del Governo locale sul blocco delle partenze.

Il ministro Di Maio applica la strategia dei fondi per convincere la Tunisia ad agire sui migranti che in questi giorni in massa stanno abbandonando il Paese per dirigersi in Italia. "Non sarà regolarizzato nessuno", ha aggiunto. Lo scenario ricorda quello albanese degli inizi del 2000 e allora con il governo di Tirana si cooperò in questo senso, il che contribuì a fermare i flussi. "Chiediamo a Bruxelles un ruolo proattivo tanto in termini di riammissione che di riduzione delle partenze irregolari e in questa cornice vogliamo coinvolgere anche i Commissari UE competenti come gli Affari Interni Ylva Johansson, che si è già detta a disposizione, e il Commissario per l'Allargamento e il Vicinato Varhelyi". Rispetto alle candidature per le Regionali, "con il Pd si lavora bene sul piano nazionale - commenta - dopo di che credo sia essenziale ascoltare i territori". E sulla redistribuzione il ministro ha osservato come fosse "già in vigore, poi sospesa durante il picco della pandemia, ma ora il picco fortunatamente in Italia è passato e il nostro confine meridionale, lo ricordo, è un confine europeo oltre che italiano".

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