Sale il debito pubblico, in calo le entrate tributarie

Cornelia Mascio
Agosto 16, 2020

Sempre peggio per il debito pubblico italiano.

L'ultimo report di Bankitalia è stato reso noto nel giorno in cui le discussioni sul decreto agosto sono nuovamente esplose.

Sale il debito pubblico italiano anche a giugno.

A fine giugno il debito delle Amministrazioni pubbliche italiane era pari a 2.530,6 miliardi di euro, in crescita di 20,5 miliardi rispetto al mese precedente sostanzialmente a riflesso del fabbisogno del mese (20,6 miliardi).

Visto che i soldi per mandare avanti il Paese non piovono dal cielo ne tantomeno dall'Europa (le trombette governative si affannano a suonare a pieni polmoni il ritornello dei famosi 210 miliardi di euro del fondo europeo per la ricostruzione, quando al netto dei versamenti che l'Italia dovrà fare per alimentare la sua quota di fondo, le disponibilità effettive si riducono a circa 25 miliardi di fondo perduto e a un centinaio di miliardi abbondante di nuovo debito pubblico, seppure a condizioni migliori di quelle del mercato del debito pubblico), ne è possibile continuare all'infinito con l'assistenzialismo (anche se qualcuno sogna di estendere il reddito di cittadinanza per una sorta di diritto di nascita), sarebbe ora di interrogarsi su come fare ripartire l'economia, partendo dalla produzione e dai consumi. Alcuni fattori come ad esempio gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso ma anche il meccanismo di rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione che è stata registrata dai tassi di cambio hanno determinato un aumento del debito pubblico di 0,7 miliardi di euro (per avere un quadro più completo leggi l'articolo su come si calcola il debito pubblico italiano).

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 21,7 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 1,2 miliardi; sostanzialmente stabile quello degli Enti di previdenza.

Tutto ciò ha inevitabilmente gonfiato un debito pubblico già ampio, ben più alto rispetto alla media europea. Nella pubblicazione statistica "Finanza pubblica: fabbisogno e debito" pubblicata oggi da Banca d'Italia si può leggere che nei primi sei mesi del 2020, le entrare tributarie dello Stato sono state pari a 169,9 miliardi di euro con un ribasso del 10,3 per cento rispetto al primo semestre 2019. A giugno, rispetto a un anno prima, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono scese di 6,5 mld (-19,9%) fermandosi a 26,2 mld.

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