Coronavirus, in Sardegna +36 positivi e +3 ricoverati

Remigio Civitarese
Settembre 16, 2020

Il governatore della Sardegna Christian Solinas ha firmato una nuova ordinanza che prevede l'obbligo, per chi vuole entrare sull'isola da lunedì 14 settembre, di presentare un certificato che attesti la propria negatività al coronavirus. Inoltre i turisti che intendono recarsi sull'Isola, oltre alla registrazione online, già in vigore, "sono invitati a presentare, all'atto dell'imbarco, l'esito di un test - sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido - eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbiano dato esito negativo per covid-19".

Coloro che sono privi di entrambi i certificati dovranno accettare di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico entro 48 ore dall'ingresso in Sardegna.

I passeggeri senza il test in partenza che accettano di fare il tampone in Sardegna sono obbligati a restare all'isolamento domiciliare fiduciario in attesa dei risultati dell'esame. Nella stessa ordinanza viene imposto da subito l'obbligo di indossare sempre le mascherine anche all'aperto nei casi non sia possibile rispettare la distanza di un metro. In totale sono stati svolti più di 150.000 tamponi.

Rivolgendosi al governatore sardo ha detto: "la Regione Sardegna avrà sempre il nostro supporto ma deve chiarirsi le idee su cosa fare".

"Sulla Sardegna c'è tanta propaganda politica e le conseguenze rischiano di pagarle i cittadini sardi", afferma Boccia, che prosegue:"Sui test la Regione Sardegna ha rifiutato diverse volte di sottoscrivere un accordo con la Protezione civile e il Ministero della Salute, rinviando senza motivi. Non esiste una 'soluzione sarda' al Coronavirus, ma azioni sinergiche tra Stato e Regioni per bloccare la diffusione del contagio".

Solinas ha precisato Ha che "attualmente in Italia e nel mondo una persona che risulti positiva al Covid-19 non solo non può imbarcarsi su navi o aerei ma non può nemmeno circolare sull'intero territorio nazionale".

"Una famiglia sarda con bambini riconosciuta all'ingresso dello zoo di Roma per via della nostra lingua, è stata fermata e le è stato impedito l'accesso sulla base di disposizioni amministrative della Regione Lazio, per paura che potesse contagiare gli animali".

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